BREVI CENNI STORICI DELLA PENISOLA SALENTINA |
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Il SALENTOnoto anche come “penisola salentina”, è una subregione dell’Italia che si estende sulla parte meridionale della Puglia, da Capo Santa Maria di Leuca fino alle città di Taranto e Brindisi. La penisola salentina, la più antica delle terre che ora costituiscono la Puglia, è la più ancorata ai ritmi ancestrali della sua civiltà. Area che un tempo veniva Messapia appunto abitata dai Messapi . In seguito alla conquista normanna furono fondati la Contea di Lecce e nel 1088 il Principato di Taranto. Lecce, in particolare, che dette anche i natali al re normanno Tancredi d'Altavilla, uscì in questo periodo dalle nebbie del medioevo per assurgere a centro principale della penisola salentina, da allora ufficialmente denominata "Terra d'Otranto". Era un insieme disomogeneo di culture e lingue tra cui il greco, lo spagnolo, l’albanese. E’ il territorio più ad est d'Italia, terra di frontiera e di accoglienza. Anche la sua storia è testimonianza, significando che il Salento ha sempre incontrato la cultura e le genti dell'Oriente (vedasi la dominazione di Creta nel mediterraneo) la cultura e la storia messapica. Nell'area a Sud di Lecce esiste ancor oggi una "isola linguistica" dove si parla il greco, anzi, il “griko”. L'area ellenofona della Grecia Salentina comprende nove Comuni. In quest'area l'impronta greca è presente nell'architettura, nella musica popolare, nella gastronomia. Gli elementi greci, fusi con quelli salentini, hanno consentito uno sviluppo culturale autonomo del tutto originale. Dopo la guerra tarantina, il Salento diventò provincia romana. I contatti con la sponda balcanica furono intensi sino alle invasioni dei Goti, Longobardi e Bizantini. Terra anche molto influenzata dalla Chiesa d'oriente che ne caratterizzò la vita religiosa. Il Salento fu colpito anche dalle mire espansionistiche dei Turchi (corsi e ricorsi storici). Un avvenimento tristemente memorabile è quello che coinvolse Otranto nel 1480 quando, attaccata e saccheggiata da una poderosa flotta comandata da Acmet Pascià, subì la decimazione dei suoi abitanti colpevoli di aver usato resistenza all’orda ottomana; circa ottocento abitanti furono uccisi. A partire dal '500, nel Salento furono erette delle torri costiere che costituivano un sistema di avvistamento per approntare difese di emergenza in occasione di incursioni dal mare. Nello stesso periodo, Lecce divenne una delle città più belle ed importanti, seconda solo a Napoli, come cuore pulsante delle attività culturali ed artistiche che, oltre ad attirare nobili e studiosi, diedero impulso alla definizione del suo volto barocco coinvolgendo anche l'immediato entroterra ed irradiando su una più vasta area la grazia, l'armonia ma anche la forza dirompente e "bizzarra" del nuovo gusto. Favorito dal morbido, duttile calcare leccese (la "PIETRA LECCESE"), il barocco impreziosisce edifici civili e religiosi. Le successive dominazioni spagnole e borboniche ridussero la Terra d'Otranto ad una regione anche politicamente secondaria. Tra il XVI° ed il XVIII° secolo, che ha fatto di Lecce uno dei centri più conosciuti del barocco, L' alto salento fu terra del brigante Ciro Annicchiarico di Grottaglie fondatore della setta degli Eguali che si prefiggeva il rovesciamento cruento della corona e la nascita della Repubblica Salentina. Dopo l'Unità d'Italia, con la legge del 20 marzo 1865, fu infine costituita la 56° circoscrizione statale, originariamente comprendente tutte e tre le attuali province salentine, con Lecce capitale e sede dell’ufficio di Prefettura e Tribunale competente su tutta la vecchia "Terra d'Otranto".Con l’avvento del fascismo, furono istituite le nuove province. La provincia di Taranto fu istituita con decreto del 2 settembre 1923, n.1911, quella di Brindisi con la legge 22 dicembre 1927 e si iniziò un processo di bonifica e di lotta alla malaria che infettava dal medioevo tutta la pianura salentina. |
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Geografia Estensione del Salento «Terra tra i due mari Adriatico e Ionio partendo da una linea condotta dal punto più interno del golfo di Taranto fino alla contrada del Pilone a nord di Ostuni » La penisola salentina, da un punto di vista meramente geografico, è separata dal resto della Puglia da una linea ideale che dal punto più interno del Golfo di Taranto (nel territorio di Massafra) arriva fino all'Adriatico, in corrispondenza dei resti della città messapica di Egnazia (nel territorio di Fasano), ai confini con l'antica Peucezia. Tuttavia, intendendo il Salento come un'entità culturale, più che geografica, si è soliti spostare i confini leggermente più a sud, lungo la linea che da Taranto, attraverso Grottaglie, San Michele Salentino e Ceglie Messapica, giunge fino a Ostuni. Così definito, il Salento ha quali suoi vertici ideali: • Taranto, nell'omonima provincia; • Pilone, nel territorio di Ostuni in provincia di Brindisi, • Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, che rappresenta il centro abitato più meridionale della Puglia. La penisola salentina è il territorio più a Est d'Italia e Punta Palascìa o Capo d'Otranto[4] ne costituisce l'estremità orientale, distante dall'Albania 72 km attraverso il Canale d'Otranto. Secondo le convenzioni nautiche, da Punta Palascìa parte la direttrice ideale che separa il mar Ionio dal mar Adriatico. Da un punto di vista geografico, la penisola ha una configurazione pianeggiante in cui si distinguono pochi rilievi collinari nella parte settentrionale (basse Murge) e in quella meridionale (Serre salentine). Può essere quindi suddivisa in: • Salento delle Murge (tarantine e brindisine) a nord-ovest, • Piana messapica al centro, • Serre salentine a sud. Una depressione, nota come soglia messapica, separa le ultime propaggini delle Murge dalla Piana messapica. Dal punto di vista pedologico, è possibile dividere la Piana messapica in due sottosistemi paesaggistici distinti. Il primo, più orientale, si estende dal brindisino fino ad Otranto ed ha una morfologia quasi completamente pianeggiante o leggermente ondulata, mentre risulta più movimentata nelle aree a ridosso delle Murge, non superando mai i 200 m sul livello del mare. Il secondo sottosistema, compreso fra l'Arco Ionico tarantino a nord-ovest e la pianura del brindisino ad est, presenta una morfologia nel complesso ondulata, con quote variabili a partire dal livello del mare fino ai 140 m. Le Serre salentine hanno invece una morfologia variabile da leggermente ondulata a molto ondulata, con poche pianure e con quote a partire dal livello del mare fino a superare 200 m con la Serra dei Cianci nel Salento meridionale. Le restanti aree del territorio salentino non costituiscono un sottosistema pedologico a sé stante, ma confluiscono in parte nel sottosistema dell'Arco Ionico Tarantino, in parte nel sottosistema delle basse Murge e, relativamente al tratto costiero di Ostuni, nel sottosistema del Litorale sub-murgiano Mola-Ostuni. Clima La penisola salentina, essendo protesa nel mare, è caratterizzata da un clima più umido rispetto al resto della Puglia, dove invece la presenza dell'Appennino riduce l'apporto di umidità dei venti provenienti da ovest. L'umidità si traduce in precipitazioni, comunque cospicue rispetto alla Puglia settentrionale, ma determina una netta alterazione della temperatura percepita: le stagioni estive, soprattutto nelle aree più meridionali, sono particolarmente afose, mentre le stagioni invernali, sia pure molto miti e abbondantemente al di sopra dello zero anche nei periodi più freddi, appaiono gelide soprattutto in presenza di vento. L'agro salentino è quasi ovunque coltivato, e la vegetazione arborea è per lo più costituita da distese di ulivi secolari, dai tronchi contorti e di grandi dimensioni. La proprietà terriera è suddivisa in piccoli appezzamenti, separati dai muretti a secco. La pietra è da sempre utilizzata anche per realizzare diverse costruzioni a secco, utilizzate dai contadini per riposare o per riporvi gli attrezzi da lavoro. Tali costruzioni sono più simili ai nuraghi sardi che ai trulli pugliesi. Numerose sono le masserie fortificate risalenti per lo più al XVI, XVII e XVIII secolo. I paesi, in genere poco popolosi, hanno un aspetto tipicamente mediterraneo e sono caratterizzati dal bianco intenso delle costruzioni che li rende abbacinanti nelle giornate di sole. In un paesaggio orograficamente poco caratterizzato, essi spiccano quindi rispetto alla campagna, dominata dal colore rossiccio di un terreno dove è alta la presenza di ferro, a differenza della Puglia centro-settentrionale, dove invece questa colorazione sanguigna è molto più rara. Da un punto di vista cromatico il mare assume una colorazione blu scuro se osservato dalla alte scogliere a strapiombo sul mar Adriatico, e più tenue ma vario nelle sue sfumature (verde smeraldo, verdino, celeste, ecc.) se osservato dalle spiagge sabbiose o dalle basse scogliere del mar Ionio. Lungo le coste di entrambi i mari, i centri abitati non sono numerosi; è però possibile ammirare le numerose ed antiche torri costiere di avvistamento, di forma quadrangolare o circolare, costruite nel corso dei secoli per difendersi dall'arrivo delle orde piratesche. |
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Elenco completo dei comuni del Grande SalentoComuni salentini della provincia di Brindisi
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NOTE DI COLORESulla scia della capacità mediatica della “NOTTE DELLA TARANTA”, manifestazione ormai conosciuta a livello internazionale, che vede protagonisti artisti di grosso calibro che interpretano le canzoni popolari salentine e arrangiano loro brani con l’andamento elettrizzante delle “tarantate” (punte dalla taranta), abbiamo deciso di chiamare questo canarino “SALENTINO”. Un canarino di piccola taglia capace di adattarsi bene al clima caldo della nostra terra. Sarà solo lipocromico, con colore brillante e tanta carica, per il quale è pure ammessa la colorazione. Avrà la vitalità negli occhi neri come le belle donne mediterranee e sarà vivacemente interessato a tutto ciò che lo circonda, non dovrà mai essere letargico e stanco ( Sole, Mare e Vento). Ogni pterilio dovrà sprizzare vivacità. |
Servizio Veterinario fornito dal Medico Veterinario Dott. Gustavo PICCI Specialista in Tecnologia e patologia delle specie avicole, del coniglio e della selvaggina, diplomato in medicina omeopatica veterinaria